Massimo Arcidiacono
Lo
chiamavano
Giacinto
La favola dolceamara
di Facchetti, il terzino cannoniere
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Giacinto Facchetti
è stato uno dei più grandi simboli del calcio
italiano e della centenaria storia dell’Inter. Vicecampione
del mondo in Messico nel ‘70, campione d’Europa
a Roma nel ‘68. In nerazzurro ha giocato 728 partite ufficiali,
vincendo quattro scudetti, due Coppe dei Campioni e due Coppe
Intercontinentali. Famoso in tutto il mondo per le doti di “cannoniere”
(come si diceva una volta), ha segnato in serie A 59 gol, record
di tutti i tempi per un difensore. Proverbiale per la correttezza
in campo, è stato uno dei campioni più benvoluti
dalle tifoserie di ogni colore. Diventato dirigente e presidente
dell’Inter, è stato negli ultimi anni della sua
vita tra i più fieri avversari del calcio cresciuto intorno
al nome e al potere di Luciano Moggi. La sua storia, per gli
ambienti che evoca, per i valori che porta negli stadi, per
i cambiamenti sociali per cui passa con pudore, finisce in fondo
per essere, anche, una testimonianza pasoliniana del cammino
dell’Italia contadina verso la modernità. Una testimonianza
fatta di misura e di decoro, perfino nelle foto d’epoca,
che lo vedono spesso in secondo piano per un’antica abitudine
a “non coprire la visuale”.
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| Prima
edizione: agosto 2007
pp. 144- euro 13,00
- ISBN 978-88-89533-21-5
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