Ci sono le bande
di adolescenti con i capelli colorati o le cinture rosse che
si contendono i quartieri a colpi di coltello e di machete.
Ci sono reti di trafficanti di uomini che, tra la Cina e l’Italia,
lucrano sui viaggi dei clandestini, si rubano i “clienti”,
ricattano i familiari e cedono quote di business ad altri
connazionali magari a loro volta immigrati da poco. Poi c’è
la banca fantasma, il mercato parallelo dei farmaci, la clinica
abusiva, la casa di appuntamenti e l’import-export fuori
da ogni regola. Ma ci sono anche clan organizzati, con boss
di rango che vedono aumentare di settimana in settimana il
proprio potere e le loro ricchezze, stringono alleanze d’affari
con le mafie italiane e cercano amicizie politiche. Ci sono
anche i primi pentiti, che vivono nel terrore di ricevere
un mazzo di gladioli rossi, minaccia di morte secondo un codice
malavitoso che nasce nella notte dei tempi. Nel silenzio mediatico
la mafia cinese sta gettando le sue basi anche nel nostro
paese. Ecco, in un reportage che unisce il rigore della documentazione
alla brillantezza dello stile, la prima inchiesta sistematica
sul quel che accade tutti i giorni nel lato più nascosto
delle Chinatown italiane. |