La crisi economica
e l’incertezza delle relazioni internazionali spingono
nuovamente i Paesi industrializzati verso l’energia
nucleare, ridando voce anche in Italia ai fautori della sua
convenienza e inevitabilità.
Questo libro sfata con rigore scientifico alcuni luoghi comuni:
che l’energia atomica sia abbondante e sicura, che costi
meno, che non provochi emissioni di CO2. Le argomentazioni
dei due Autori sono stringenti: già ai ritmi di consumo
attuali, si stima che entro 50 anni non ci sarà più
uranio economicamente sfruttabile; i costi di costruzione
dei reattori e del loro mantenimento sono già oggi
fuori mercato; infine, il nucleare inquina, contamina irrimediabilmente
interi territori, con il rischio di accentuare le criticità
del cambiamento climatico in atto. Completa questo inquietante
scenario l’idea, promossa dal G8, di una governance
mondiale dell'energia. Una governance capace di tenere l’opinione
pubblica all’oscuro delle centinaia di incidenti occorsi
finora e abile nel convincere i Paesi emergenti a legarsi
per i decenni a venire alle tecnologie nucleari dell’Occidente.
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