È impressionante
e inspiegabile a un tempo il successo di pubblico che hanno
le idee di Tremonti. Inspiegabile perché, come viene
dimostrato in queste pagine, il suo pensiero sul piano scientifico
è di dubbia consistenza. E irritanti risultano le frequenti
contraddizioni - che riguardano praticamente tutti gli argomenti
di sua competenza - in cui cade il ministro. Molti, soprattutto
noti economisti, lo dicono in privato, ma si guardano bene
dall’affermarlo in pubblico (in fondo si tratta pur
sempre di uno degli uomini più potenti d’Italia).
Ecco il ritratto non autorizzato di Giulio Tremonti, “superministro”
dell’economia per antonomasia: genio della “finanza
creativa”, prima oppositore e poi difensore del famoso
condono fiscale, alfiere della cartolarizzazione degli immobili
pubblici, autore di troppe una tantum e dell’eliminazione
delle tasse di successione, inventore della pornotax, euroscettico,
fervente sostenitore di dazi e dogane, “leghista con
la tessera di Forza Italia”, amante di giochi di parole
e di citazioni dotte.
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