Mentre l’acqua
diventa tema cruciale per il governo del mondo, bene simbolico
che evoca in forma radicale l’eterna lotta tra interesse
pubblico e interessi privati, vengono alla luce questi scritti
di Danilo Dolci su acqua e potere. Scritti inquieti, profetici,
che tradiscono tutta la concreta esperienza vissuta dal “sociologo
della disobbedienza” nella Sicilia del secondo dopoguerra,
la sua profonda consapevolezza di quanto l’acqua, risorsa
vitale, possa diventare oggetto e strumento di strategie di
potere, origine di disuguaglianze intollerabili e di manipolazioni
violente dell’ordine sociale.
Quelli qui raccolti in volume sono scritti organici ma anche
appunti eterogenei, che consentono di ripercorrere le preoccupazioni
e le riflessioni dell’ultimo Dolci, aiutandoci a comprenderne
meglio la personalità intellettuale e civile.
Si deve a Giusy Giani e Giordano Bruschi, illuminati e instancabili
militanti politici e sociali genovesi, se questi scritti giungono
a noi. Grazie alla loro passione per la memoria disponiamo
oggi di questo materiale inedito.
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